Ci sono matrimoni che sono anche un ritorno. Dragan e Maria vivono in Germania, ma le radici di Maria stanno a Filadelfia, in provincia di Vibo Valentia: a un'ora scarsa da qui, fra le colline che guardano il mare. Sposarsi in Calabria, per loro, non è stata una scelta scenografica. È stata una scelta di appartenenza.
La mattina è cominciata piano, in una stanza di legno scuro, con la cravatta annodata da chi ti conosce da sempre e un ventilatore da tasca a fare da condizionatore: agosto, in Calabria, non fa sconti a nessuno. Sono i minuti in cui il matrimonio non è ancora una festa, è solo un gruppo di persone che si prepara insieme.
Poi la chiesa, la navata bianca, i fiori sull'altare e quel passo dell'uscita in cui gli sposi si guardano invece di guardare gli invitati: fotografia rubata, non costruita. È il momento in cui la giornata cambia di ritmo.
A Tenuta Balzano, a Maida, il ricevimento è arrivato con la luce lunga di agosto e si è spento a notte piena, sotto gli ulivi e le luci calde appese ai rami. Ho fotografato le facce dei parenti tedeschi e di quelli calabresi mescolate sulla stessa pista, che è poi il modo più semplice per capire che il matrimonio è riuscito.
Nessuna posa costruita, nessuna scaletta da rispettare a tutti i costi. Solo una giornata lunga, calda, piena di persone che avevano davvero voglia di esserci.
Credits:
Ricevimento: Tenuta Balzano — Maida (CZ)
Fotografo: GISKO — Giovanni Scozzafava (@gisko.info)












































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